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Il blog di Mouscardin
CULTURA
7 marzo 2021
L'Appartenenza

ELOGIO DELL’APPARTENENZA


Identità, comunità e amor di Patria al tempo del mondialismo apolide

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Il futuro appartiene a chi possiede una storia e riesce a raccontarla. Ma una storia, per essere tale, non è mai un parto individuale: è sempre la narrazione di un “Noi” che incarna un’origine, un percorso e un destino. La nostra Italia, nonostante tutto, ha ancora una storia da raccontare: sono i mille tasselli di una Civiltà profonda, che affonda le radici nel genio dei nostri antenati e nell’orizzonte dei nostri figli. Questo patrimonio perenne – di fatto – rappresenta la nostra Tradizione, colonna portante di quella comunità organica che popola la nostra Patria.

La post-modernità – liquida e apolide – ha scelto di annegare le differenze nel calderone multiculturale dell’uniforme, rimodellando il pianeta sullo schema omologante della cosmopoli globale: dal livellamento dei popoli alla distruzione del sacro; dal superamento dei confini alle migrazioni di massa; dalla sovversione degli equilibri sociali al capitalismo della sorveglianza; dalla mistica dei diritti soggettivi alla religione del progresso; dalla demolizione degli Stati sovrani alla tirannia degli apparati burocratici; dallo strapotere delle élite finanziarie all’egemonia dei colossi digitali. Il rullo compressore del mondialismo – votato all’affermazione di una “società aperta” senza volto – sta travolgendo ogni espressione specifica in nome di una globalizzazione che è delle merci e del linguaggio, ma anche dei corpi e delle anime.

La nostra Italia è in via di estinzione: afflitta dalla denatalità, invasa da esodi biblici, umiliata dai meccanismi sovranazionali, smembrata da svendite e privatizzazioni, ferita da mafie e corruzione, comprata all’asta da predoni e speculatori stranieri; un Paese stanco e sottomesso, che esporta cervelli ed importa guai, nella totale indifferenza di una classe politica dalle inclinazioni esterofile ed anti-nazionali.

Sull’orlo del baratro, allora, occorre reagire: è necessario riaffermare la vitale armonia delle nostre radici e della nostra identità, dei nostri retaggi e dei nostri princìpi, dei nostri riti e dei nostri miti. Occorre un sincero elogio dell’appartenenza, che riaccenda l’idem sentire di un popolo che ha bisogno di tornare sovrano, ritessendo la trama del proprio spirito nazionale. Perché una Patria, anzitutto, resta integra quando si salvano i suoi valori e la sua capacità di trasmetterli.

Questo saggio, scritto sotto forma di “Lettera ad un ragazzo della classe 2020”, è un affascinante viaggio attorno ai concetti di appartenenza e di comunità, attraverso le mille tracce di una cultura libera e dissidente. “Amo il mio Paese perché è mio”, si diceva un tempo: ciò che abito, condivido e riconosco – dunque – rappresenta il mio orizzonte di senso. Queste pagine, coraggiose e controcorrente, porgono al lettore il testimone di un’esortazione vitale: “Diventa ciò che sei”.

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"L'universo è cambiamento: la nostra vita è il risultato dei nostri pensieri." (Marc'Aurelio)

"Solo coloro che ricevono un'educazione sono liberi". (Epitteto)

"Non temete di nuotare contro il torrente. E' delle anime sordide pensare come il volgo, sol perché il volgo è maggioranza". (Giordano Bruno) 

"E' degli uomini e di loro soltanto che bisogna aver paura, sempre." (Louis Ferdinand Céline)

 
"Ogni imbecille tollerato è un arma regalata al nemico."(Mino Maccari)

"Dubitare di se stesso è il primo segno dell'intelligenza." (Ugo Ojetti)

"Riflettere è considerevolmente laborioso; ecco perché molta gente preferisce giudicare."(José Ortega Y Gasset)



 


Il Blu di Prussia  è un pigmento blu, un composto di ferro, carbonio ed azoto, scoperto casualmente a Berlino nel 1704. Estremamente versatile.


Era detto blu di prussia il colore delle uniformi degli ufficiali dell'esercito di Federico il Grande.



https://www.facebook.com/pier.n.ornano "
Autobiografia del Blu di Prussia" di  Ennio Flaiano

...la narrazione affonda ancor più tra quelle rocce scarne, dove "i cattivi umori della terra cristallizzano" e generano quel Blu di Prussia "velenoso, sordido, intelligente...". 

"Leonardo si faceva i colori da sè, e aveva tutto il tempo di meditarli; e poi, di farli sparire. I colori sono eguali per tutti. Soltanto io, Blu di Prussia, sono parziale, spesso per puro amore di polemica; e non perdono quei mediocri che mi amano. Ma soffro ugualmente." (Ennio Faiano)

 Feu follet...

...fait c'qu'il lui plait.
Et Houai!
(Manou)

A proposito di Mouscardin...
In Francia durante la Prima Repubblica, a partire dal 1793, veniva chiamato "Moscardino un giovane raffinato ed elegante appartenente all’aristocrazia, nostalgico del re".
Il re è una metafora dell'aristocrazia, della nobiltà, non di sangue, ma dell'animo: quella che i romani antichi definivano felicemente nobilitas naturalis. 
Creative Commons LicenseTutti i diritti riservati



"Coraggio, il meglio è passato
!" (Ennio Flaiano)

"Non comprate quadri moderni, fateveli in casa." (Leo Longanesi)

"Se si accorgono che sei onesto, sei fottuto. "  (Mino Maccari)










"Esiste tra gli uomini un'aristocrazia naturale, alla base della quale sono le virtù e il talento.Io ritengo l'aristocrazia naturale il più prezioso dono di natura, per l'istruzione, la speranza, e il governo della società."
(Thomas Jefferson)

"...Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per sé evidenti: che tutti gli uomini sono creati eguali e che il loro Creatore ha concesso loro alcuni diritti inalienabili, fra i quali vi sono la vita,la libertà, e la ricerca della felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati i governi fra gli uomini,governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati;che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tenda a negare tali finalità, è diritto del popolo modificarla o abolirla e creare una nuova forma di governo, fondandola su quegli stessi princìpi e ordinando i suoi poteri nel modo che gli sembri più idoneo a garantire sicurezza e felicità..." (Thomas Jefferson)

"Tutta l'arte di governare consiste nell'arte di essere onesti." (Thomas Jefferson)


"Classici contemporanei"



"Quanto abbiano contribuito
le civiltà dell'India agli
 orienti del pensiero è
 una stima difficile.
Chi ha respirato l'aria di
quella terra, ha affondato
le sue pupille in quelle di
centinaia di esseri
trascinati nel gorgo
della vita, pupille che
brillano, che implorano,
che esprimono le mille
affezioni dell'anima,
un'anima esposta nello
sguardo, nel tremore
delle dita, nel mormorio
di antiche cadenze
biascicate da bocche
aduse agli stenti
e prontissime al sorriso
- un sorriso rivolto
al proprio cielo, non
ha bisogno di quantificare
 il contributo indiano
 alla
conoscenza persuasa
 della vita."
(Grazia Marchianò,
Il loto e la sua legge,
Sugli orienti del pensiero).

"Non penso che una sana
filosofia dei valori possa
svilupparsi senza il senso
di ciò che è buono, ma
anche di ciò che è cattivo."
(Konrad Lorenz, Lorenz allo specchio)





 

 
 

           

 
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